Le opposizioni russe

Pussy Riot, Khodorkovsky, Navalny, Guriev, Roizman. Tutti contro Putin

goWare ebook team

eBook, In evidenza, Istantanee

2,99€

Disponibile all’acquisto e in Kindle Unlimited su Amazon

Descrizione

Il magazine americano “Forbes” stila classifiche di tutti i tipi. Una di queste è la top ten delle persone più potenti della Terra (potenti nel senso di controllo sulla vita degli altri). Quest’anno al primo posto è salito il tre volte presidente russo Vladimir Putin che ha scavalcato il tre volte consecutivo vincitore Barack Obama. Interessante è la motivazione di questa vittoria: Putin è così potente perché ha saputo schiacciare le opposizioni interne e diventare padrone assoluto della Russia, una potenza globale con un grande arsenale nucleare e risorse naturali spaventose. Una potenza che gioca il suo prestigio agli occhi del mondo con i fastosi giochi olimpici invernali di Soči che sono costati più di qualsiasi altra olimpiade: 50 miliardi di dollari.

Ma come fa un paese a vivere, prosperare e darsi delle leggi giuste senza un’opposizione che possa organizzarsi liberamente, partecipare a elezioni giuste e manifestare apertamente le proprie idee? Non può. Ecco la ragione di questo ebook che si può leggere nel tempo di una corsa di Italo da Roma a Napoli.

Attraverso le testimonianze dirette delle voci più conosciute dell’opposizione a Putin – le Pussy Riot, Mikhail Khodorkovsky, Alexei Navalny, Sergei Guriev e Yevgeny Roizman – si  può comprendere come in Russia la battaglia per la libertà d’opinione, d’organizzazione, di stampa, per l’incolumità degli oppositori politici sia ancora qualcosa da venire a quasi 25 anni dal crollo dell’URSS.

Chiude l’ebook un saggio di Boris Dubin, del centro Levada, su “Mass media e società russa negli ultimi due decenni”.
Per molti mesi abbiamo cercato qualcuno che potesse scrivere un saggio per il pubblico italiano sulle opposizioni russe a Putin. Abbiamo ricevuto molti consensi all’iniziativa ma nessuno se l’è sentita di impegnarsi concretamente nella scrittura. Per andare in Russia ci vuole un visto e per lavorare a Mosca ci vuole un permesso. Tutti hanno ritenuto di non mettere a rischio queste situazioni, perché scrivere delle opposizioni russe può significare non andare più in Russia o essere espulsi o sottoposti a una qualche sgradevole ritorsione. Allora abbiamo deciso di fare da soli raccogliendo dalla stampa internazionale, traducendoli e adattandoli, documenti, interviste, interventi e articoli dei più noti esponenti dell’opposizione russa.

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