La storia non è finita

Dalle origini del capitalismo alle varianti occidentale e orientale

Giorgio Arfaras

con Guerini e Associati Edizioni, Libri

ebook 12,99€ | cartaceo 18,50€

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Descrizione

Agli inizi degli anni Novanta, sembrava che la Storia stesse per giungere a una conclusione: con la caduta dell’Unione Sovietica veniva a imporsi l’ordine liberale, una combinazione di democrazia parlamentare e di mercati liberi. La grande contrapposizione tra liberalismo occidentale e socialismo orientale veniva meno, e il mondo pareva essere finalmente diventato una realtà globale, sancendo quella che Fukuyama avrebbe poi definito la «fine della storia». Qualche decennio dopo, però, a est si sono affermate le autocrazie e il comunismo veniva rimpiazzato in Cina da un capitalismo «politico», che ha presto generato imitazioni nei Paesi limitrofi. A occidente, invece, il capitalismo interventista del Secondo dopoguerra e la sua forma evoluta, il neoliberismo, si stavano fondendo fino a far fronte comune alla crisi innescata dal Coronavirus. Così, abbiamo oggi due sistemi politici – le democrazie e le autocrazie – e tre sistemi economici – il capitalismo combinato a occidente, quello politico e quello dei «compari» ad oriente e nel resto del mondo. La democrazia è fiorita nel Secondo dopoguerra in un numero sempre maggiore di Paesi. Che cosa accadrebbe, però, se quelli autocratici, già affermati politicamente, continuassero a crescere in campo economico?

Autore

Giorgio Arfaras, economista, ha lavorato nell’industria e nella finanza dal 1981 al 2007, prima alla Arthur Andersen, poi alla Pirelli, poi ancora in Prime (una società di fondi comuni prima della Fiat e poi di Generali) e, infine, al Credit Suisse. Dal 1993 al 1995 ha collaborato al Rapporto di previsione di Prometeia. Per le nostre edizioni ha scritto Il grande Ammiraglio Zheng He e l’economia globale (2008) e ha curato L’Italia delle autonomie (2020). Dal 2009 per il Centro Einaudi di Torino è co-autore del Rapporto sull’economia globale e l’Italia e, dallo stesso anno, è il direttore di Lettera Economica del Centro Einaudi. Collabora con giornali, riviste, e televisioni.

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