Konstantin Simonov (Pietrogrado, 1915 – Mosca, 1979) ha avviato la sua carriera letteraria nel 1934, pubblicando le prime poesie nel 1936 e successivamente raggiungendo un certo successo come autore di teatro a partire dal 1940. Come corrispondente di guerra, ha pubblicato varie raccolte di saggi e reportage dal fronte. È arrivato alla notorietà con i romanzi con sfondo la guerra patriottica: I giorni e le notti (1942), Compagni d’arme (1952) e la trilogia I vivi e i morti (1959-1971), Soldati non si nasce (1963-64), Venti giorni senza guerra (1973). Tutti tradotti in italiano. Importanti anche le sue opere come drammaturgo, tra cui Gente russa, rappresentate in Occidente e anche in Italia. Ha ricoperto un ruolo ufficiale nell’entourage culturale e politico sovietico come direttore della “Literaturnaja gazeta” e di “Novyj mir” e come vicesegretario dell’Unione degli scrittori. È stato anche deputato al Soviet supremo.
Stefano Garzonio è professore ordinario di slavistica (lingua e letteratura russa) presso l’Università di Pisa. È stato presidente dell’Associazione Italiana degli Slavisti nel periodo 1999-2009. È vicepresidente del Comitato esecutivo dell’International Council for Central and East European Studies. Ha condotto ricerche nell’ambito della storia e della teoria del verso russo, della storia della letteratura russa del XVIII secolo, dei rapporti culturali italo-russi, della storia della poesia russa del secolo d’argento e della emigrazione russa in Italia. Ha curato e tradotto opere di Lermontov, Turgenev, Dostoevskij, Fet, G. Ivanov, Majakovskij e di poeti russi del XIX secolo.






