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Confessioni di un venditore di povertà

Solidarietà e aiuti umanitari ai tempi della crisi

Francesco Petrone

Anno di pubblicazione: 2014

SKU: 9788867971640

€2,99

Questo ebook è la descrizione di una realtà assurda, il racconto di molti sogni infranti.

Categories: , , ISBN: 9788867971640

Francesco Petrone (1981) vive a Barcellona dove coordina il seminario di Filosofia politica della Universidad de
Barcelona, è membro del gruppo di ricerca consolidato Crisis de la Razón Práctica e sta terminando la sua tesi dottorale (su Global Governance e Istituzioni Internazionali). Ha studiato Storia e filosofia a Napoli e Scienze politiche a Bruxelles. È stato Visiting Research Fellow al Ralph Bunche Institute for International Studies della CUNY (New York). Scrive per diverse riviste spagnole e cilene. Parla cinque lingue e in passato ha lavorato soprattutto nell’organizzazione di eventi e nel marketing. Questo è il suo secondo libro.

Descrizione

Molto spesso ci hanno fatto credere che la solidarietà sia qualcosa di completamente altruista. In realtà, soprattutto quando viene incarnata da grandi associazioni, nasconde degli aspetti mostruosi e dei lati oscuri come quello di servirsi del marketing spietato e selvaggio e di molti giovani disoccupati che hanno bisogno di lavorare, per generare ricchezza alle spalle di chi soffre.

Apparentemente la finalità di questo libro può sembrare soltanto quella di voler descrivere i perversi meccanismi di marketing utilizzati dai dialogatori per cercare sostenitori ai progetti umanitari delle più grandi ONG (Save The Children, Greenpeace e così via). In realtà questa confessione è molto di più: è la descrizione di una realtà assurda, il racconto di molti sogni infranti, della speranza di trovare un posto in questo mondo in cui non regni (così tanto) arrivismo e mediocrità, è il racconto dell’immobilità che crea la crisi e dell’opportunismo di certe imprese che generano milioni con “l’industria della solidarietà”. Da questo scenario crudo, misero e diverso da come si crede, o da come vogliono farci credere, può venir fuori un messaggio ottimista?