La libertà di pensiero e di espressione

Baruch Spinoza

Filosofia, Libri

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Descrizione

“Il diritto di pensare e di esprimersi liberamente non è trasferibile. Né può essere soppresso dal potere politico […] Qualsiasi Stato che non riconosce la libertà di pensiero e di espressione è destinato all’instabilità.”

Queste parole non sono state scritte da un blogger, cinese, turco o saudita alla fine del 2016, ma nel 1670 da Baruch Spinoza. Sono concetti di una modernità e di un’attualità sconcertante, seppur tre secoli e mezzo ci distanziano dalla loro esposizione. Baruch Spinoza scriveva appena vent’anni dopo la pace di Westfalia, che pose fine a una delle più vergognose e sanguinose guerre che squassarono per trent’anni l’intero continente europeo.

Questo pamphlet, da leggere in poco più di un’ora, raccoglie i brani più significativi del capolavoro di Baruch, il Trattato teologico-politico; un sistema di pensiero che è stato il primo ad aver scardinato le consolanti certezze della religione cristiana e a influenzare tutto il successivo pensiero in Occidente. L’opera e la vita di Spinoza sono ancora oggi un esempio e un’esperienza per un mondo che sembra aver gettato al vento l’eredità di Westfalia.

Autore

Baruch Spinoza nacque ad Amsterdam nel 1632 da una famiglia di piccoli commercianti ebrei d’origine portoghese, rifugiatisi in Olanda per sfuggire alle persecuzioni dell’Inquisizione spagnola. Dopo aver studiato i testi della religione ebraica, affrontò lo studio delle scienze naturali, della filosofia di Cartesio, Bacone e di Giordano Bruno. Scomunicato e cacciato dalla sinagoga, si tenne lontano da tutte le chiese e per guadagnarsi da vivere levigava lenti ottiche. In questa solitudine raffinò anche il suo pensiero filosofico e scrisse le sue opere: l’Etica, e il suo capolavoro, il Trattato teologico-politico, che destò la reazione di tutte le chiese (venne poi bandito dalle autorità civili). Nel Trattato Spinoza espresse la sua profonda avversione contro ogni fanatismo religioso e difese la libertà di pensiero e di espressione. Si spense all’Aia nel 1677.

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