Addio Milano bella

Lodovico Festa

con Guerini e Associati Edizioni, Libri

ebook 12,99€ | cartaceo 18,00€

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Descrizione

Milano ’93. Tornava. Partito e coscienza chiamavano Mario Cavenaghi ad affrontare una situazione straordinaria. Tanti, invece, ora dicevano addio a una città amata travolta dalle indagini sulla corruzione. Chi cedeva a una resa incondizionata, lasciando talvolta persino la vita, e chi a nuovi deliri ideologici nati nel tramonto del potere sovietico. La città aveva smarrito molti dei tratti che l’avevano fatta bella, ma avrebbe continuato a trasformarsi e a tornare quella di un tempo, come avveniva da secoli. Però c’era chi non voleva affrontare il travaglio del parto di una nuova fase.

Primi anni Novanta. Un colossale furto di risorse riservate sconvolge il Pds milanese, erede della tradizione comunista e sempre più in affanno. L’ingegner Mario Cavenaghi, ex presidente dei probiviri lombardi del Pci (che oltre alla correttezza etica sorvegliavano interessi strategici del partito) torna dall’autoesilio svizzero per individuare i colpevoli. A copertura di quest’indagine da non rivelare, dovrà stendere un rapporto sull’opinione pubblica milanese. E quest’ultimo compito, paradossalmente, finirà per essere il più ossessionante e impegnativo.

Per scovare i ladri e allo stesso tempo comprendere che cosa avviene nel luogo dove è cresciuto e che ha intensamente amato, s’immerge nei gironi dell’inferno ambrosiano. Incontra, per due settimane, operai e femministe, studenti e banchieri, socialisti e cattolici, giornalisti e rifondaroli, avvocati e magistrati, partigiani e manager, grandi dame e vecchi saggi. Legge una città travolta da feroci inchieste giudiziarie sulla corruzione, sperduta tra indignazione e paura per la rottura di equilibri che ne hanno a lungo garantito progresso e libertà. È questa la città che Cavenaghi osserva e descrive in modo passionalmente puntuale.

La storia che sempre colpisce due volte, gli esiti di una Guerra finita e il tradimento che, come diceva Talleyrand, è al fondo questione di tempi, gli daranno la chiave per svelare chi ha rubato. Più difficile sarà trovare la risposta su quel che attende, nel futuro, Milano.

Autore

Lodovico Festa (Venezia 1947), giornalista e scrittore, è stato dirigente del Pci nel milanese, direttore editoriale del «Moderno», condirettore de «Il Foglio» e di «Finanza & Mercati». Ha pubblicato saggi storico-politici, culturali ed economico-sociali per Boroli, Mondadori, Ares, Scheiwiller, goWare e Guerini. Ha scritto due romanzi gialli, La provvidenza rossa e La confusione morale, nei quali ha introdotto la figura del presidente dei probiviri-investigatore, ingegner Mario Cavenaghi. Nel primo, ambientato nella Milano fine anni Settanta, Cavenaghi indaga all’interno di un’organizzazione politica ancora solida. Nel secondo, siamo al 1984, il Pci rivela i segni di un declino ormai largamente avviato. In questo terzo romanzo, Addio Milano Bella, il partito, diventato ormai Pds, è in una situazione di sbandamento di cui l’autore, vicino testimone di quei tempi, riproduce la portata.

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